INTERVISTA ALLO CHEF FABIO CAMPOLI

"mashupcooking", by: - 19 Giugno 2019

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di Marco Angeli

Oggi andiamo a conoscere lo chef FABIO CAMPOLI, la passione per la cucina e non solo, i libri, la televisione e… lasciamo la parola a lui!

Chi è Fabio Campoli?

Ho vissuto un’infanzia indimenticabile nell’entroterra laziale, crescendo in campagna, tra ogni sorta di profumi che sono alla base della mia “biblioteca dei sapori”, da quelli della stessa terra, a quelli dei prodotti dell’orto e forse ancor più dei frutti spontanei che la campagna offriva…forse proprio lì è iniziato il mio “tutto” che mi ha fatto evolvere dall’età adolescenziale in poi, fino a portarmi al mestiere dello chef.  Ma nel corso dei miei anni di esperienza, credo che la mia forza professionale sia stata proprio il non puntare solo ed esclusivamente “sulla ricetta”, ma anche su tutto ciò che ruota attorno ad essa. E’ ciò che ai miei esordi mi portò ad appassionarmi e specializzarmi in “scenografie gastronomiche”, a partire dai bellissimi tavoli che la Rai mi chiedeva di allestire per i suoi programmi mattutini, per poi ritrovarmi a lavoro anche su prestigiosi set cinematografici, per ricreare scene di banchetti antichi, non di rado con piatti monumentali. Ma anche quella dell’estetica è stata una “parentesi” della mia carriera da “cuoco innovatore”. E così la mia evoluzione personale si è mossa in seguito verso la conoscenza delle materie prime e del territorio, lo studio della chimica e della fisica degli alimenti per la comprensione e gestione delle tecniche di cottura e dei nutrienti negli ingredienti, poi ancora verso la lettura dei testi antichi e la scoperta di una vera e propria “storia” che si cela in ogni piatto della tradizione che possa venirci in mente. Una somma di fattori che ha portato maggiore cultura nel mio stesso lavoro, aprendo la mia mente a nuove idee e nuove prospettive, che si sono concretizzate nella mia azienda Azioni Gastronomiche Srl.

Con quali aggettivi ti descriveresti

Mi piace sempre ricordare che occorre distinguere “Fabio” e “Fabio Campoli”: Fabio lo conoscono meno persone, mentre Fabio Campoli in tanti. Fabio è una persona tranquilla e anche timida; Fabio Campoli è uno “showman” che si impegna a diffondere giornalmente conoscenza, cultura ed esperienza. Una cosa che hanno in comune “i due Fabio”, tuttavia, è sicuramente la curiosità, insieme alla continua ricerca di risposte alle proprie domande e all’attitudine nell’affrontare la vita il più possibile con un sorriso.

Raccontaci i tuoi progetti

Ho fondato Azioni Gastronomiche affinché il ruolo dello chef potesse dimostrare di poter prendere anche nuove strade, altrettanto concrete come il mondo della ristorazione. Continueremo quest’anno dando il nostro supporto ad importanti eventi di solidarietà, per poi proseguire con le nostre attività di consulenza e formazione dedicate agli imprenditori del settore ristorativo nazionale ed estero. Ma non mancheranno tante attività rivolte direttamente ai fan e agli appassionati telespettatori, con nuove puntate televisive e tanti contenuti di cultura gastronomica veicolati dalla mia nuovissima testata giornalistica Prodigus, acronimo di “Promotori di Gusto” (www.prodigus.it).

L’importanza di tramandare l’arte culinaria alle nuove generazioni

Nel corso delle mie trasmissioni televisive, ma anche nel corso degli incontri orientati alla formazione dei professionisti della cucina, reputo fondamentale trasmettere sia la cultura del cibo, sia una serie di messaggi che ritengo molto importanti. Ad esempio, il mio consiglio alle giovani leve della cucina non prende altri che il nome di “volontà di gavetta”: un’espressione che può sembrare scontata, ma oggi, proprio perché sono spesso coinvolto in consulenze per l’apertura di nuovi ristoranti, mi sento di dire che sembra un concetto un po’ dimenticato, in un mondo in cui tutto sembra sempre più “essere dovuto”, senza sentire il bisogno di dimostrare prima di che pasta si è fatti. Ai giovani vorrei davvero riuscire a trasmettere, oltre alle mie tecniche culinarie, l’importanza della costanza e della dedizione, dell’autocontrollo e del senso di responsabilità sul lavoro, perché credo fermamente che siano queste le doti indispensabili e distintive in un mondo in cui trovare un lavoro sta diventando una questione sempre più difficile e selettiva.

Cosa ci riservi per il futuro

La scelta di fondare un’azienda che offre i servizi più variegati in ambito gastronomica, rende il mio concetto personale di “futuro” basato sulla quotidianità e sulle innumerevoli sorprese che essa ci riserva. Dopotutto, come diceva Albert Einstein, “non penso mai al futuro, arriva così presto”!  L’importante sarà continuare a perseverare nella passione, nella costanza e nella professionalità, che si tratti di qualsivoglia nuova avventura che verrà.

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